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Procedure di riassegnazione dei nomi a dominio
Con il
termine di cybersquatting
si definisce la registrazione e l'accaparramento di
nomi a dominio corrispondenti a marchi o nomi altrui, effettuata da chi non ne
abbia il diritto a fini di concorrenza sleale o per la rivendita a prezzi molto
maggiori all'effettivo costo.
A causa del basso costo della registrazione di un
nome a dominio, il rapporto costi – benefici per i cybersquatter è altissimo;
basta anche un dominio rivenduto a caro presso ad un legittimo proprietario per
coprire i costi di anche un migliaio di registrazioni abusive di domini la cui
rivendita non sia coronata da successo.
Le
procedure di riassegnazione sono state in seguito adottate - seguendo
sostanzialmente il modello di Icann – anche da un gran numero di ccTLD, fra cui
il .it, che è stato uno fra i primi ad implementarle, nell’agosto del 2000. Esso
sono state previste anche per il dominio .eu dal regolamento comunitario 874 del
2004.
Le MAP di
ICANN sono gestite dai Dispute-Resolution Service Provider” (DRSP) soggetti che
fungono da “cancelleria” per i “panelist” cui sono affidate le decisioni.
Secondo
3. Le procedure di riassegnazione italiane.
A grandi linee, le procedure di riassegnazione italiane seguono
quelle di ICANN. Le principali differenze riguardano:
a)
I soggetti che possono ricorrere alla procedura. Non essendo
possibile la mera cancellazione del nome a dominio contestato, solo chi possa
registrare domini nel TLD .it è legittimato ad iniziare la procedura.
b)
Tutela offerta al ricorrente. Nelle Procedure italiane non è
possibile richiedere la sola cancellazione del nome a dominio contestato, ma è
necessario chiederne la riassegnazione.
c)
Diritti tutelati. Nelle procedure italiane è tutelato anche il
diritto al nome delle persona fisica, anziché il solo marchio come nella MAP di
ICANN.
d)
Onere probatorio. Le MAP di ICANN prevedono per il ricorrente la
prova dell’assenza del diritto al nome a dominio in capo al ricorrente, mentre,
più esattamente, le procedure italiane addossano al resistente di provare il
proprio diritto al nome a dominio.
e)
Tempistica del procedimento. I termini per le repliche nelle
procedure italiane sono più lunghi, mentre quelli per ricorrere alla giustizia
ordinaria dopo una decisione sfavorevole sono adeguati ai tempi della giustizia
italiana.
f)
Diversi effetti della proposizione di un giudizio ordinario
rispetto alla procedura.
4. Le procedure di riassegnazione per il .eu.
Anche le
procedure di riassegnazione predisposte per il .eu seguono sostanzialmente lo
schema delle MAP di ICANN. Rispetto ad esse (e a quelle italiane) si
caratterizzano per i maggiori costi, la maggiore burocrazia e la maggior
complessità.
lingua da
adottare per la decisione;
contestazione sulla regolarità formale di ricorso o
replica;
ricusazione dell’arbitro nominato.
5. Lo Studio legale Fogliani e la tutela dei nomi a dominio.
Lo Studio legale Fogliani è in grado di fornire la migliore e più qualificata assistenza nelle procedure di riassegnazione dei nomi a dominio ed in genere nelle qustioni relative ad Internet, grazie all'esperienza degli avvocati del suo studio.
L'avv. Enzo Fogliani, quale membro del comitato esecutivo della Naming Authority che nel 2000 introdusse anche in Italia le procedure di riassegnazione, si è occupato della redazione delle norme italiano che le disciplinano. Successivamente, quale membro della Commissione per le regole istituita presso il Registro del cc.TLD .it, si è occupato della redazione delle modifiche alle procedure implementate a partire dal 1 marzo 2007.
L'avv. Fogliani, inoltre, è stato panelist per E-Resolution, ente abilitato alla conduzione delle MAP da ICANN, e per CRDD - Centro risoluzione dispute domini. E' attualmente arbitro presso la Camera arbitrale ceca per le ADR dei domini .eu ed è arbitro abilitato dal Registro del ccTLD .it
L'avv. Maria Luisa Buonpensiere e l'avv. Cristina De Marzi sono esperti iscritti nella lista di CRDD - Centro risoluzione dispute domini, per il quale hanno reso importanti decisioni, fra cui alcuni leading cases in materia di nomi a dominio. Cristina De Marzi è inoltre arbitro abilitato dal Registro del ccTLD .it.
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